Dalle curtes alle cascine: Una storia dimenticata

Il territorio Lombardo è in gran parte disseminato di cascine mentre nelle città resistono ancora numerosi edifici a corte con costruzioni a più piani disposte intorno a un'area centrale, la "curt" o cortile.

Da sempre questi tipi di abitazioni hanno avuto un ruolo basilare nella vita dei nostri antenati.
Ci immaginiamo le nostre innumerevoli generazioni di bisnonni giocare, da bambini, negli spazi ampi e sicuri del cortile. Li vediamo per incanto rincorrersi a piedi nudi sulla terra battuta, spesso chiazzata di pozzanghere dopo i temporali.
Da adulti, poi, ecco i nostri avi indaffararsi intorno a un suino da squartare, o chini a raccogliere uova nel pollaio. O, ancora, rientrare a sera nel piccolo mondo della cascina, con la "ranza", cioè la falce, in spalla, lasciandosi dietro le fatiche agresti della giornata. Si affrettava il passo allora, lungo un sentiero scandito quà e là da tanti sassi e sassolini, ognuno diverso dagli altri, ognuno unico e irripetibile, come un vecchio amico che si saluta due volte al giorno.
La cascina era là in fondo, porto sicuro dove il contadino ritrovava se stesso, la famiglia e gli amici nel mare agitato della vita. La nuvolaglia nera di un acquazzone incombeva dall'orizzonte, ma i nostri bisnonni avevano ormai guadagnato il coperto.

Declino o letargo?

Mai sopita, la spinta al progresso, che dalla manifattura doveva portare all'industria, modificò gradualmente i destini dei cortili rurali. Un primissimo segnale fu la diffusione della bachicoltura, dal 1700 in poi. Per diversificare l'attività produttiva molte cascine furono adattate all'allevamento dei bachi aggiungendo alle cascine un terzo piano, con locali dai soffitti molto alti, destinato esclusivamente all'allevamento dei bachi. Quì si disponevano i telai, ai quali bisognava offrire un'adeguata aerazione. Così, molte cascine presentano ancora oggi finestrelle supplementari che ci testimoniano quell'epoca. Nel XIX secolo, ormai, la bachicoltura costituiva una delle voci basilari per le entrate dei contadini. La contaminazione della vita di cascina con processi produttivi sempre più massivi raggiunse il culmine sulla soglia del 1900, proprio quando lo sviluppo dell'industria e dell'urbanesimo iniziò a spopolare le campagne. Quante cascine sono rimaste abbandonate, o abitate da poca gente, senza contare quelle demolite. Da un lato ciò fu inevitabile, poichè un solo contadino può produrre oggi, con trattori e concimi, quantità incredibili di cibo. Tuttavia l'eredità più profonda dei cortili agricoli, quella della convivenza e, per quanto possibile, dei ritmi tranquilli e del dialogo con la Natura, non deve andare persa.


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